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Storyteaching & Develop Players: un progetto di co-design narrativo che parte dagli studenti

Si è conclusa a fine dicembre la prima fase del progetto di co-design di due prototipi di serious game finalizzati all’apprendimento nella scuola primaria, realizzato in partnership con @DevelopPlayers (startup dell’Università di Bologna), finanziato da @Creathriv-EU e coordinato da @BasilicataCreativa.


Non si è trattata però di una semplice collaborazione tra realtà innovative perché il cuore di questo speciale co-design è molto più prezioso: viene proprio dai bambini stessi.


Per tre mesi, per due ore alla settimana, in una classe terza e quinta della scuola primaria @MargheritaHack di Rivalta (Reggio Emilia), Storyteaching ha potuto tenere workshop di narrative design, lavorando gomito a gomito con una quarantina di studenti e le loro insegnanti, per inventare insieme le storie e i personaggi dei due prossimi strumenti digitali di potenziamento cognitivo per ragazzi DSA e ADHD in cantiere presso Develop Players.


I workshop del progetto di co-design narrativo


Quali ingredienti servono per fare una storia? 

Pochi, ma bisogna saperli mescolare bene!

Come far muovere i nostri personaggi all’interno di un’avventura? 

Sicuramente non in modo casuale aspettando l’ispirazione!


Attraverso il gioco, il lavoro in gruppo, la costruzione dei props dei personaggi e dei background immaginati durante i workshop di disegno e di riciclo creativo, i ragazzi stessi sono stati i veri protagonisti della progetto di co-design narrativo per i due futuri prototipi digitali della start-up. 

Oltre a divertirsi un mondo, hanno quindi potuto vivere l'esperienza di creazione di un prodotto che adorano, ma di cui sono sempre più spesso soltanto i fruitori finali.


I due prototipi di serious game finalizzati all'apprendimento


Durante questi mesi sono così nati gli embrioni dei personaggi e dei contesti narrativi di prototipi di speciali serious game: il primo sarà incentrato sul potenziamento delle abilità visuo-spaziali e il secondo sull’allenamento delle competenze fonologiche; strumenti dedicati agli studenti della primaria, ma pensati appositamente per il potenziamento cognitivo di ragazzi con DSA e ADHD.


In classe terza abbiamo privilegiato la modalità di lavoro in singola: ogni bambino ha potuto creare il proprio personaggio e le avventure che avrebbe vissuto su un pianeta immaginario. 

Sono così nati Pigroman, il calciatore pigro in cerca dei parastinchi magici che gli consentiranno di fare tantissimi goal, oppure Midori, la sirena che va alla ricerca delle sue gambe… e alla fine avevamo a disposizione così tanti personaggi interessanti che, per scegliere quale di loro digitalizzare, abbiamo dovuto organizzare una vera e propria votazione: come i grandi, con l’urna e i foglietti segreti.


In quinta invece si è trattato di lavorare con una classe molto numerosa e predisposta al gioco di squadra.

Qui abbiamo dunque fornito l’incipit narrativo per creare le famiglie di personaggi che dovevano rappresentare i gruppi di sillabe necessari all’implementazione del gioco fonologico. 

Sono nate così cinque famiglie di animaletti/mostri che imparando a parlare, e dunque crescendo nei vari livelli, acquisiranno la capacità di pronunciare la formula magica che darà loro il super-potere a cui aspirano. 

Il workshop di narrazione si è dunque spostato, ad un certo punto, sul progetto del character design di ogni componente del gruppo famiglia, per terminare poi con un laboratorio di riciclo creativo in cui veniva finalizzata la costruzione dello scrigno contenente la famiglia stessa.


E ora al via la fase di produzione!


In aprile, grazie alla presa in carico di tutto questo prezioso materiale creativo da parte dell’intero team di Develop Players: @MariagraziaBenassiProfessoressa Associata in Psicometria, Responsabile del Laboratorio di Psicometria e Neuropsicologia e del servizio SPEV del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna -, il visual artist, i game designer e i programmatori, i bambini coinvolti nel co-design avranno la possibilità di testare i prototipi che hanno contribuito a creare, oltre che la soddisfazione di vedere sviluppate le proprie idee in un prodotto digitale professionale e utile per i propri coetanei.


Quello che noi, start-up partner di questo progetto, speriamo poi dal profondo è che questa prototipazione possa diventare un nuovo modello educativo al servizio dell’istruzione.


Per quello che ci riguarda l'esperienza è stata davvero preziosa, soprattutto perché i ragazzi l’hanno vissuta in modo libero, senza avere l’ansia della prestazione WOW.


Così abbiamo esordito durante il nostro primo incontro nelle classi:

Non esistono storie belle o storie brutte, personaggi da sei o da nove, perchè le idee sono frutto della sensibilità di ognuno e le sensibilità sono tutte diverse e non si possono paragonare.” 

Il messaggio che doveva arrivare era semplicemente che la creatività e la fantasia sono luoghi in cui possiamo sentirci strani quanto vogliamo e mai valutati per questo...


Per questo motivo siamo convinti che la fantasia dovrebbe poter essere considerata una materia dell’orario scolastico; almeno un’ora di fantasia settimanale fino all’università!

Abituiamoci ad immaginare, sempre e comunque delle NOSTRE versioni delle cose, non fermiamoci ad utilizzare e riprodurre quelle che ci vengono proposte.

Abbiamo dentro di noi strumenti incredibili… non abbandoniamoli dopo la scuola materna, ma continuiamo ad attingere loro, tra una nozione didattica e l’altra!


E se stai leggendo quest'articolo e…


... sei un'insegnante della scuola primaria @contattaci per capire come inserire un futuro progetto di questo tipo all’interno dell’offerta formativa della tua scuola.


Una fase del progetto di co-design narrativo
La votazione finale in classe terza, per scegliere il personaggio da digitalizzare nel serious game




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